Intanto abbiamo un candidato...Anzitutto, una prima, importante notizia. Dall’intervista del Rettore Guido Fabiani al giornale degli studenti Meltinpot sembra trapelare la sua volontà a candidarsi: infatti, di fronte alla domanda “Con questa iniziativa sei Senatori si espongono in prima persona per evitare che si arrivi alle elezioni ‘senza dibattito’ e con una ‘candidatura unica’: la sua”, il Rettore non smentisce. Si dirà che era ovvio, che lo si sapeva fin dall’inizio. No, cari utenti di Roma Tre discute, non è così, perché nell’intervista al Messaggero del 7 gennaio scorso il nostro Rettore aveva affermato che doveva ancora decidere. Questa affermazione, anzi, avrebbe potuto gettare qualcuno nello sconcerto: ma come, si sarebbe potuto dire, si è fatta tutta questa operazione complessa e lacerante della riforma dello statuto (due interminabili sedute del Senato accademico, una commissione con un documento finale approvato a stretta maggioranza, un parere ministeriale pervenuto con una rapidità stile formula uno) per niente? No, cari amici, non per niente: sembra proprio che il Rettore sarà candidato per un altro mandato. Anzi, nella parte finale dell’intervista il Rettore, valutando la possibilità che ci sia un’unica candidatura (la sua), sembra ripetere le ragioni con cui un gruppo di senatori motivò la richiesta di modifica dello Statuto, affermando che “scarseggiano le persone che si sentano pronte al duro compito di governare un ateneo”. l’auspicio che ci siano più candidature assume dunque un sapore di sfida. Una sfida che qualcuno certo raccoglierà. Ci sono poi altri punti dell’intervista che meritano attenzione (sulle questioni di sostanza daremo risposte circostanziate al momento opportuno). Uno di questi riguarda la questione del nostro sito, che evidentemente – e ciò ci riempie di soddisfazione – desta attenzioni e curiosità (comincia a parlarne anche qualche quotidiano nazionale). Qui il Rettore sembra ripetere un concetto che già era stato espresso nell’intervento di Raffaele Simone al nostro Forum qualche giorno prima: dopo avere premesso che l’iniziativa è assolutamente legittima, il Rettore si domanda perché non sia stato scelto “un percorso più istituzionale e garantito”. Poi aggiunge, con una punta di polemica: “Qualcuno potrebbe ritenere che un sito ‘privato’ lasci degli interrogativi sulla garanzia di trasparenza, soprattutto quando non si esplicitano i criteri e le forme di controllo”. Confessiamo che questa affermazione ci ha creato qualche amarezza, anche perché siamo tutti persone note in Ateneo, che hanno ricoperto e continuano a ricoprire incarichi di responsabilità e che hanno sempre parlato e agito alla luce del sole. Chi mai potrebbe sollevare simili dubbi? Dobbiamo quindi fare alcune considerazioni, scusandoci se, su qualche aspetto siamo costretti a ripeterci (cfr. a riguardo, in questo sito, il contributo titolato Speriamo sia il luogo giusto in risposta all’intervento Forse non è il luogo giusto). Intanto, va ricordata l’esperienza del luglio scorso, quando la nostra richiesta di diffondere il documento in cui si illustravano le ragioni della nostra contrarietà alla riforma dello statuto è stata del tutto ignorata, con ciò perdendo un’ottima occasione per attribuire un minimo di trasparenza ad una decisione che, pur interessando tutta Roma Tre, si è voluto invece mantenere rigorosamente circoscritta. Francamente non ce la siamo sentita di ripetere quell’esperienza. Del resto, il fatto che il sito privato consenta una discussione al di fuori dei canali istituzionali ci pare del tutto positivo perché questo aiuta a tenere distinti i nostri ruoli all’interno dell’Ateneo da questa discussione. Sulla trasparenza dell’operazione, poi, tutti possono stare tranquilli: il sito è stato costruito da un professionista e pagato di tasca nostra. Ci piace sottolineare, non senza una punta di orgoglio, che non abbiamo sponsor, non ci sono poteri (forti o deboli) che ci sostengono, non abbiamo promosso sottoscrizioni, non abbiamo alcun tipo di patrocinio dall’esterno dell’Ateneo. Fra di noi ci sono tante anime diverse e tante differenze: di formazione professionale, di appartenenza disciplinare, di età, di genere e anche (perché no?) di orientamenti politici. Ma ci unisce la ferma volontà di animare una discussione e un confronto di idee e di programmi. Siamo certi che, comunque andranno le cose, da un dibattito libero e costruttivo Roma Tre non potrà che trarre benefici. Vorremmo infine tranquillizzare il Rettore sui suoi timori che il confronto non sia “corretto, libero e trasparente” e sul fatto che la discussione sia “sui risultati e sulle prospettive” e non “orientata agli interessi solo di alcuni e basata su valutazioni pregiudiziali o su una dialettica di basso livello”. Non sappiamo cosa motivi simili dichiarazioni: forse che abbiamo dimostrato di volere un confronto scorretto e poco trasparente? E’, la nostra, una dialettica di basso livello? E quali sarebbero gli “interessi solo di alcuni” a cui si fa riferimento nell’intervista? Forse sarebbe stato meglio essere più chiari ed espliciti. Riteniamo dannoso (proprio ai fini di quella correttezza e trasparenza del dibattito richiamata dal Rettore) avanzare simili insinuazioni senza che ve ne siano le ragioni, senza che niente, finora, possa giustificarle, neppure in minima parte. Ad ogni modo, risposta migliore alle illazioni crediamo non possa che essere fornita dai fatti e dalla gestione che faremo di questo sito nei giorni a venire. Piuttosto ci viene da chiederci: non sarà che in questo Ateneo manca l’abitudine alla discussione e che quindi qualsiasi, anche pacato, dissenso viene immediatamente circondato di sospetti?
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