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Sono un ricercatore della Facoltà di Lettere e Filosofia e spero che pubblicherete il mio intervento anche se, per motivi facilmente intuibili, preferisco mantenere l’anonimato firmandomi con uno pseudonimo. Vi ringrazio per la riapertura del Sito e raccolgo il vostro invito a esprimere opinioni personali. Intendo manifestare il mio disappunto per il fatto che il messaggio della Preside della mia Facoltà, prof.ssa Francesca Cantù, del 24 ottobre 2008 sia indirizzato “Alla cortese attenzione dei Professori e dei Ricercatori della Facoltà” e non, secondo una prassi da tempo consolidata, “Ai docenti”. Era ed è ben noto a tutti che la nuova Preside (fin dal suo programma) ha inteso porsi, rispetto al Preside precedente, in una posizione di assoluta discontinuità. Ma questo non dovrebbe comportare un ritorno al passato tale da compromettere risultati che sembravano ormai definitivamente acquisiti. Molti documenti ufficiali del nostro Ateneo dicono esplicitamente che tanto i professori di I e II fascia quanto i ricercatori sono a tutti gli effetti “docenti”; anche al Senato Accademico i ricercatori votano e sono votati nella categoria dei docenti. Perché, allora, non si è adottata questa qualifica e si è voluta enfatizzare la distinzione tra professori e ricercatori proprio in un documento che parla – tra l’altro – anche delle elezioni per il rinnovo dei membri del Senato? A mio parere non si tratta di un fatto solo formale. Forse non a caso, infatti, nello stesso messaggio la Preside Cantù invita a votare il prof. ing. Mario Pinzari per il posto rimasto vacante nel Consiglio di Amministrazione e invece non nomina neppure i rappresentanti al Senato dell’Area 1, a cui – come tutti sanno – appartiene la nostra Facoltà e, conseguentemente, non ci informa attraverso quali consultazioni si sia arrivati a queste candidature. È opportuno ricordare che nelle precedenti votazioni per il Senato (non solo nell’ultima, avvenuta durante la “esecrata” presidenza Abrusci, in cui i rappresentanti della nostra area erano 10 e non 7 come ora, ma anche nelle precedenti, svoltesi durante le presidenze De Nonno e Belardinelli, in cui il numero dei rappresentanti era lo stesso dell’attuale) tutte e tre le fasce avevano avuto almeno un rappresentante della nostra Facoltà (per gli associati Francesco Fiorentino e, prima, Liliana Barroero e, prima ancora, Claudio Giovanardi, entrambi eletti quando erano associati; per i ricercatori/assistenti ordinari Anna Pompei e prima, per due mandati, Maria Mancini, che ora è al Consiglio di Amministrazione, dove – di nuovo – tutte e tre le fasce sono presenti). Stavolta, invece, nella lista gli associati mancano del tutto e i ricercatori sono rappresentati nuovamente da Anna Pompei, che – anche per il solo fatto che è stato bandito un concorso di II fascia nel suo settore scientifico-disciplinare – deve considerarsi poco rappresentativa della fascia che, almeno in pectore, sta per lasciare. Questa l’opinione che esprimo. Ma avrei anche una proposta, che avanzo in primo luogo ai ricercatori e agli associati della nostra Facoltà (o meglio, della nostra Area, perché il discorso vale anche per la Facoltà di Scienze della Formazione, i cui due candidati, docente e direttore di dipartimento, sono entrambi ordinari). La proposta è di individuare rapidamente, nella nostra area, altri nomi da votare, al di fuori dei candidati delle liste ufficiali. La loro eventuale elezione (possibile ai sensi dello Statuto del nostro Ateneo) potrebbe servire a garantire tra i nuovi Senatori una maggiore rappresentatività di fasce che rischiano una sorta di emarginazione.
Il Milite Ignoto Tutto bene
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